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  • Efisio Falchi (Centro Casa): “E pur si muove, ma si può e si deve fare di più”

    Banche più disponibili, soprattutto nei confronti di compra casa, istituzioni più concrete. Qualcosa si muove ma si può e si deve fare di più. E’ questo in estrema sintesi la riflessione di Efisio Falchi, responsabile del prestigioso marchio immobiliare napoletano Centro Casa, oggi alle soglie dei trent’anni di attività professionale. Lavoratore instancabile (sarà un caso ma Sant’Efisio si festeggia il Primo Maggio!!!) ma soprattutto attento osservatore delle dinamiche del mercato Falchi si iscrive di diritto al partito degli ottimisti, critici ma ottimisti. Questione di Dna, lo stesso Dna che l’ha guidato dalla sua base operativa di Via Merliani a Napoli in un percorso di crescita professionale e aziendale che lo vede oggi protagonista anche in Galleria Bernini al Vomero e nel Centro Storico a via Cervantes. Pragmatico per antonomasia Falchi è di quelli che, insomma, non la mandano a dire, spesso non la dicono ma valutano e agiscono. Dottor Falchi, la notizia del momento la dà Scenari Immobiliari: maggiore liquidità, domanda accumulata, si prospetta un autunno positivo. Che ne pensa? “Sì, ho letto. E le attese sono effettivamente queste. Aspettative che facciamo volentieri nostre ma che sono nei fatti anche quelle di chi investe, di chi compra casa. Il mercato, in questo particolare momento ha raggiunto, in fatto di prezzi, livelli da minimo storico. In questo senso la resa di un investimento immobiliare è dunque assolutamente superiore rispetto a qualsiasi altri tipo di investimento. Credo insomma che le premesse per delle performance di tutto rispetto vi siano tutte”. Il ministro Brunetta per chiarire i termini delle nuove e più rosse aspettative cala tre assi: la vendita degli immobili Iacp, il Piano Casa e i progetti di social housing. Funzioneranno? “Si tratta di iniziative importanti, tant’è che, per esempio sul Piano Casa, già in un contesto di confronto tra il Governo e le Regioni, queste ultime si sono date da fare per avviare norme regionali che vanno in quella direzione. Si trata di iniziative che possono effettivamente innescare significative dinamiche virtuose. Di ripresa e di rilancio. In effetti attivano nuove opportunità e dunque nuove risorse finanziarie. Possiamo dire, senza tema di sementita, che ampliano le potenzialità del mercato immobiliare e dell’edilizia, settori, questi trainanti dell’economia e dello sviluppo.”. Quello attuale sembrerebbe essere un periodo di buone notizie: i fondi immobiliari italiani tirano e portano il loro patrimonio a 29 miliardi di euro. Un ulteriore segnale di fiducia nell’investimento più solido per antonomasia? “Direi proprio di sì. Chi ha liquidità riconosce già a naso il buon momento e la solidità del bene rifugio. La fiducia nell’investimento immobiliare trova nuovo smalto mentre questo dato conferma che quello immobiliare resta sempre il settore piu appetito. Gli immobili continuano e continueranno ad offrire una garanzia in termini di redditività rispetto ad altri tipi dio investimento. L’immobile, potremmo dire, è più solido del titolo obbligazionario o azionario. Sicuramente, anche guardando alle non troppo lontane vicende di certi cosiddetti ‘Bond’, dà più certezze”. Sì, ma c’è mercato e mercato. E quello napoletano? “Il mercato immobiliare napoletano sconta purtroppo una forte territorializzazione. Mi spiego. In una stessa are, per quanto limitata possa essere, si concentrano realtà immobiliari diversissime tra loro anche agli antipodi. Pnesiamo al Corso Vittorio Emanuele dove è possibile confrontarsi, anche a pochi metri di distanza da una realtà e l’altra, col mercato degli immobili di pregio e quelli della fascia più bassa. Ed entrambi immersi in un contesto unico, in un unicum urbanistico. Si tratta di un dato che certo non semplifica l’approccio, un dato non proprio positivo. Offerta e domanda devono farci i conti. Ma a Napoli non c’è solo questo ”. Che altro? “Non c’è una significativa offerta di nuovo. Il che da un alto limita il dato dell’offerta complessiva e dall’altro svilisce la specifica domanda di chi punta al costruito di recente, al nuovo. Dal punto di vista urbanistico, Napoli resta congestionata, soprattutto nel suo Centro Storico” Come se n’esce? “Innanzitutto avviando serie politiche di riqualificazione urbanistica èrima di tutto nel Centro Storico. Ma anche puntando sulla bonifica, ambientale e parimenti urbanistica delle immediate zone periferiche. Penso, per capirci appieno, ad aree come quelle di Napoli Est, di Gianturco o di Poggioreale che se riqualificate con rigore e attenzione potrebbero diventare veri e propri volani dello sviluppo del mercato immobiliare e dell’economia in genere”. Nell’ambito delle dinamiche del mercato, gli agenti immobiliari rivestono un ruolo centrale. In che termini potrebbero ‘fare la loro parte’? “Hanno fatto e stanno già facendo tantissimo rispetto al passato, anche recente. Anche nei confronti di sé stessi, in termini ovviamente di accresciuta competenza professionale, tecnica e giuridica. Oggi l’agente immobiliare non è un intermediario e basta. E’ un vero e proprio consulente, un tecnico in grado di informare ed orientare correttamente gli investitori, gli acquirenti. E non è un caso che esistano oggi organizzazioni professionali che giocano un ruolo strategico centrale nell’ambito delle dinamiche di mercato, di confronto con enti e istituzioni”. Qualche esempio? “Penso alle recenti convenzioni con il Catasto e la Conservatoria per la consultazione in tempo reale di eventuali iscrizioni ipotecarie. Il tutto per garantire l’acquirente. Oggi le organizzazioni professionali sono un punto di riferimento importante per gli iscritti di cui ne certificano, nei fatti, le qualità. Senza contare l’attività anche formativa che spesso e sempre più volentieri svolgono a favore degli iscritti”. Prima parlavamo delle istituzioni e degli enti che … Sì, ma credo che vadano distinti i livelli. Istituzioni possono essere ad esempio le banche, ma anche comuni, province o governo… Le banche? “In Italia il sistema creditizio è particolarmente rigido e se da un lato questa caratteristica mette l’intero sistema al riparo da terremoti finanziari, dall’altro crea difficoltà ai piccoli e medi risparmiatori. Penso, ad esempio, alla giovani coppie in cerca di prima casa. Eco, gli istituti di credito, soprattutto quelli campani e meridionali possono fare di più. In altri Paesi ma anche al Nord d’Italia, non tengono i cordoni della borsa così serrati. Mi chiedo: dobbiamo uscire dalle difficoltà del momento? Bene, e allora dovrebbe essere anche un loro interesse compulsare il circuito virtuoso dei consumi”. Poi ci sono gli enti locali, la Regione….. “Lì il discorso è più semplice e attiene alla necessità di recuperare efficienza e concretezza. L’esempio dell’erogazione dei bonus per gli affitti o l’acquisto della prima casa per le giovani coppie sconta da sempre ritardi e inaccettabili inefficienze. E questo non crea solo un grave danno agli aventi diritto ma anche a sistema immobiliare e, dunque, a quello economico e sociale del territorio”. Tra le istituzioni, diciamo ad hoc, a Napoli è stata istituita la Bin, la Borsa Immobiliare presso al Camera di Commercio di Napoli. Come valuta questo ‘istituto’? “Si tratta di un organismo ancora giovane ma dalle importanti potenzialità. Una giovane istituzione che sta crescendo e che granzi ad un impegno che mi pare sempre più efficace, può dare tanto alla città, ai cittadini e al mercato immobiliare orientando correttamente tutti gli attori del settore”. Roberto Aiello



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