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News ImmobiliariTrentanove anni, Alessandro D’Auria, è in pista dal ’92. Un’esperienza, dunque, di lungo corso che lo ha visto protagonista nel Casertano e che gli ha consentito, da via Laviano a Caserta dove dirige l’agenzia Obiettivo Casa, un’attenta osservazione delle dinamiche del mercato immobiliare. Dunque, gli chiediamo: Il mercato immobiliare ha segnato nel secondo semestre una lieve ripresa, ripresa che sembrerebbe essere confermata anche da alcuni indicatori rilevati nelle prime settimane di gennaio. Come valuta questi segnali? “A dire il vero, questi segnali di cui si parla non sono così evidenti o per lo meno è vero che le persone hanno ripreso in modo più dinamico la ricerca degli immobili. Tuttavia ritengo che la loro spinta sia dovuta più alla certezza che mai come in questo periodo possano acquistare un immobile ad un prezzo da ‘affare’ che non alla reale convinzione di cambiare il proprio o di investire cosi facilmente come si faceva fino a qualche anno fa con una certa disinvoltura. Per quello che mi riguarda, tutto questo viene suffragato dalla circostanza, unica nella mia carriera ventennale di agente immobiliare, che gli stessi individui non solo girano e rigirano senza concretizzare mai, ma per lo più preoccupandosi non più della famosa emozione che desta un immobile nel visionarlo, ma nel chiedere continuamente a distanza di mesi se e di quanto sia sceso di prezzo!” In Italia, sebbene le dinamiche economiche siano grosso modo le stesse, c’è mercato e mercato immobiliare. Come si caratterizza quello Casertano? “Il mercato immobiliare, strano a dirsi, cambia di gran lunga da realtà a realtà in quanto ci sono due fattori che lo caratterizzano enormemente: l’afflusso dei napoletani; la moda del Casertano. Per ciò che riguarda il primo fattore, nostro malgrado, già da qualche anno, visto il lievitare dei prezzi in modo decisamente spropositato, il cittadino napoletano medio che effettuava una scelta di vita radicale ha cambiato luogo di destinazione preferendo alcune zone di mare a poca distanza da Napoli che negli ultimi periodi si sono rivalutate tanto, vedi Pozzuoli, Arco Felice, Licola, Cuma e così via. I prezzi, dunque, negli ultimi dieci anni sono aumentati cosi tanto che è pressoché la medesima cosa acquistare lì o a Caserta e non dimentichiamo che i napoletani sono gente di mare e che quindi se non può acquistare un immobile dove vivere ed un altro da tenere a rendita, preferisce starsene dalle proprie parti. Alternativamente la medesima scelta, ora la si fa su zone molto meno care, dove può comunque realizzarsi quello appena evidenziato. Penso a Santa Maria Capua Vetere, Vitulazio o Capua. E il secondo fattore, la moda del Casertano? “So che potrebbe far sorridere ma è realmente una delle variabili che caratterizza il mercato casertano. Mi spiego: a parte le zone di prima periferia che vivono un mercato classico determinato dalla domanda e dalla offerta, le zone del Centro, vedi parco Gabriella, via Mazzini, corso Trieste o via Rossi, sono letteralmente prese d’assalto dai cosiddetti casertani ‘in’ che si beano di poter ostentare un acquisto in quelle zone anche se riescono ad essere buggerati continuamente su immobili venduti anche a 4.500,00 al metro quadro. Questo quadro si arricchisce quando poi sono determinati costruttori, rientrati nell’auge della aristocrazia e politica casertana, a vendere tali cespiti. Lì arriviamo al top della beatitudine: ‘vivo lì e l’ho acquistato da Caio….”. Quali sono a sua avviso gli ingredienti per vincere la scommessa di un rilancio stabile, al di là delle sue ciclicità, del mercato immobiliare? “La prima scelta da fare sarebbe, senza dubbio, quella di eliminare la legge della plusvalenza dei cinque anni che ha dato il là alla catastrofe e alle alchimie più strane per gabbarla, per vendere senza pagare, creando ancora più evasione di prima, ma eliminando almeno da subito un buon 30% di operazioni immobiliari spot che sono andate in fumo definitivamente . E poi, è anche superfluo dirlo, anche perché lo dicono tutti, che le banche tornino a dare i soldi, visto che oggi un mutuo passa solo su banche sconosciute o se sei doppio reddito e il tuo intervento di mutuo sulla casa non supera il 50% del valore dell’immobile da acquistare”. Con le difficoltà imposte dalla crisi è tornato prepotentemente alla ribalta il quesito: meglio l’acquisto o l’affitto di una casa? “Su questo non ho dubbi e non ne avrò mai. Personalmente consiglio sempre ma sempre l’acquisto. Magari meno avventato e più liquidizzabile possibile ove mai si volesse rivenderlo. Insomma, sempre e comunque, meglio l’acquisto”. Governo, Regione e Comuni, hanno fatto la loro parte o sono ancora lontani dall’assumere quel doveroso ruolo propulsivo dell’economia e dunque anche al mercato immobiliare? “Ritengo che si faccia veramente poco e, per quello che ci riguarda ma senza entrare in polemica con la politica, i giochi sono fatti: chi ha lo raddoppia e lo triplica, mentre il ceto medio va verso una soglia di povertà sempre più evidente. Il tutto è ancora più visibile in una città che poi è un grande paese dove si lascia poco spazio al nuovo cercando di consolidare il vecchio imprenditore locale che oramai non sa più dove mettere sodi”. Quello dell’agente immobiliare è un profilo professionale che va evolvendosi nel tempo. Riesce sempre a restare al passo con i processi di modernizzazione? “Ritengo di si. Per quel che mi riguarda amo il mio lavoro e lo faccio con grande passione e professionalità, ma è proprio di pochi giorni fa, una notizia che sottolinea la volontà di voler abolire di fatto il nostro albo professionale. Da domani chiunque potrebbe svegliarsi e fare il mio lavoro. La verità è che l’agente immobiliare si è evoluto nel tempo ma è il nostro paese che non si mai evoluto nei nostri confronti”. Lei è iscritto alla Fiaip, tuttavia risulta scettico su certe forme di associazionismo… “Meglio non parlarne, diciamo che pago una delle tre principali associazioni esistenti perché è obbligatoria: una sorta di assicurazione che ti forniscono nell’associazione annuale che hanno”.
Roberto Aiello – Alessandro D’Auria
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