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News ImmobiliariClasse ’49 da quasi quarant’anni nel settore Giovanni Adelfi, amministratore delegato della “Borsa Immobiliare di Napoli”, è uno di quelli che di mercato se ne intende. Membro della Giunta della CCIAA di Napoli, circa vent’ani fa ha costituito la prima associazione Assomed –Fimaa per approdare poi, giusto per citare qualche sua attività. alla carica di Presidente Nazionale Fiaic (Federazione Italiana Agenti Immobiliari e Creditizi), federazione nata nel 2007 che conta attualmente diverse centinaia di associazioni iscritte. Dopo la tempesta, la quiete, sono reali i segnali positivi di ripresa rilevati in questi giorni dal mercato immobiliare globale e nazionale? “Per certi versi sì. Attualmente siamo ancora in una fase di riflessione del mercato che incontra qualche difficoltà soprattutto in ordine al sistema dell’erogazione dei crediti a supporto degli acquisti immobiliari. Cioè? “I tempi di erogazione dei mutui da parte delle banche sono ancora troppo lunghi. Inoltre, malgrado i tassi siano scesi sono intanto aumentati gli spread delle banche. Ad essere penalizzati sono soprattutto i potenziali acquirenti della fascia media anche perché la quota di erogazione del credito va attestandosi intorno al 70% del valore dell’immobile che si intende acquistare. Per capirci, l’acquirente, e parliamo di immobili che costano sui 400-500ila euro, dovrebbe avere la disponibilità di almeno il 30% di questa somma”. C’è un settore del mercato immobiliare che non conosce crisi? “In realtà la fascia alta degli immobili di lusso è quella che risente di meno o non risente affatto di eventuali difficoltà del mercato. Chi si rivolge a questa fascia non guarda certo al sistema creditizio. Sono acquirenti che hanno disponibilità e che non risentono più di tanto della crisi”. L’estate è alle porte e, stando alle ultime stime, il settore della casa vacanza sembrerebbe mantenere l’appeal di sempre. E’ così? “Si, le cose sembrerebbero stare in questi termini anche se bisogna dire che per la casa vacanza la performance migliore riguarda il fitto. Ma i segnali sono comunque positivi”. A proposito di segnali positivi, a Napoli ce ne sono? “Napoli r isente un po’, al par i delle altre metropoli italiane, dell’andamento complessivo del mercato nazionale e internazionale. Il trend relativo alle transazioni in città soffrono l’assenza di prodotti di nuova costruzione. Così, quelle transazioni che si sono mosse, non moltissime in verità, sono dovute soprattutto ad un ‘rientro’ in città di chi prima aveva acquistato in periferia o in provincia. La tendenza non è ancora significativamente positiva, però, attualmente, la propensione all’acquisto permane. E’ solo questione di tempo.Non moltissimo”. Cos’è che incide maggiormente sulla propensione all’acquisto? “La propensione all’acquisto dipende dalla qualità dell’immobile ma anche e soprattutto dalla maggiore o minore presenza di servizi in una determinata zona. Chi compra oggi guarda più di ieri alla mobilità, alla sicurezza, alla presenza di esercizi commerciali o di scuole. In altre parole alla qualità della vita. Laddove l’area è ben servita i prezzi tengono e il mercato pure”. Cosa c’è dietro l’angolo per il mercato immobiliare napoletano? “In cantiere ci sono diverse operazioni, opere pubbliche e private, direi, che richiederanno del tempo, anni. Penso a Bagnoli, a Napoli Est o a quelle zone per le quali, all’interno del Piano Regolatore o dei piani attuativi sono stati previsti interventi di edificazione nell’ambito di un programma specifico di riqualificazione urbana”. Dunque entra in gioco l’amministrazione comunale… “Si, le amministrazioni sono chiamate a porre ipotesi di riqualificazione urbana. In questo senso sarebbero opportuni meccanismi di premialità laddove la stessa riqualificazione prevede un’elevata qualità degli interventi in termini di eco sostenibilità e risparmio energetico. In questo senso credo sia indispensabile mettere intorno a un tavolo il Comune, i costruttori e le associazioni immobiliari per avviare un monitoraggio complessivo e, soprattutto, per individuare in maniera condivisa un programma che identifichi l’oggetto di intervento e apra a accordi di programma”. E i cittadini? “Bè, soprattutto nelle aree difficili nate in un contesto di abusivismo generale, come è accaduto per esempio a Pianura, potrebbero e dovrebbero nascere comitati di quartiere per avanzare progetti di riqualificazione. Il comune potrebbe agevolarne percorso attraverso accordi ad hoc e meccanismi di premialità per esempio su immobili fatiscenti magari abbattuti e ricostruiti ex novo con le caratteristiche di eco sostenibilità e risparmio energetico più moderne” Futuro prossimo: ottimista o pessimista? “Ottimista, purché ognuno faccia la sua parte e ci si metta introno a un tavolo ragionando complessivamente sulle cose da fare e dando tempi certi rispetto alle decisioni assunte”. r.a.
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