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News ImmobiliariProtagonista di oltre un quarto di secolo del mercato immobiliare napoletano, Giovanni Montecatino, 47enne, sposato con un figlio, è dall’84 il deus ex machina della Manzoni Immobiliare Snc di cui è socio al 50%. Un’azienda che punta in alto, ad un target d’elite, ed una lunga esperienza maturata dunque nel settore degli immobili di prestigio, dei complessi industriali, delle ville e dei terreni nonché nel settore delle locazioni e delle gestioni di patrimoni immobiliari privati. Ma Giovanni Montecatino è anche di quelli che punta al prestigio della professione in quanto tale. Così, aderente a FIMAA dal 1995 ed eletto nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Provinciale dal 1997 con delega di consigliere, è sempre stato riconfermato a tutti i rinnovi del Consiglio Direttivo e dal 2008 ha anche incassato la delega di Vice-Presidente Provinciale. Ma non solo. Dal 2007 rappresenta l’Associazione presso l’Agenzia del Territorio nel Comitato Consultivo Misto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare per la Provincia di Napoli OMI e dal 2008 è componente del Consiglio Regionale Fimaa. Un curriculum di tutto rispetto, dunque, il suo, che lo vede peraltro accreditato presso la Borsa Immobiliare di Napoli e membro della Commissione Stime per la pubblicazione del Listino Ufficiale Bin della Camera Commercio di Napoli. Allora gli chiediamo: Compravendite in seppur lieve ripresa, lieve ripresa anche per i mutui. Come valuta i segnali registrati nel mercato immobiliare italiano nel corso del terzo trimestre? La ripresa dell’economia e, dunque, del settore è davvero dietro l’angolo? “Sicuramente nell’ultimo semestre del 2009 si è cominciato a parlare di lieve ripresa e, in realtà, qualche segnale soddisfacente dell’economia comincia davvero a percepirsi, anche se ritengo che la strada sia lunga ed il processo sarà mediamente lento. I problemi sono svariati e si ripercuotono anche nell’andamento del mercato immobiliare che nell’ultimo periodo ha sicuramente subito una certa battuta di arresto con un evidente prudenza da parte di coloro che o per necessità o per investimento erano gli acquirenti tipo. Qualche segnale di ripresa si intravede, ma per il momento più che di ripresa ho la sensazione che siano segnali di riavvicinamento al bene immobile che, come sappiamo, è sempre stato per gli italiani il bene primario”. Può dire lo stesso del mercato immobiliare napoletano? “Il mercato immobiliare napoletano, per quanto si possa pensare, non è diverso dagli altri mercati. Sicuramente risente e sconta una atipicità che è data dalla toponomastica del nostro tessuto urbano nonché della configurazione del territorio. Per le sue caratteristiche il mercato immobiliare napoletano ha degli andamenti che potremmo definire a macchia di leopardo nel senso che strade e quartieri vicini presentano andamenti di prezzo e soprattutto di interesse con percentuali diverse. Sono ottimista, mi sento di affermare che si percepisce per il mercato immobiliare un sentore di ripresa. Penso e mi auguro che nel secondo semestre del 2010 potremo in qualche modo vedere consolidata tale aspettativa”. La sua ricetta per vincere una scommessa di rilancio e di riqualificazione del mercato immobiliare? “Riqualificazione del territorio e soprattutto del patrimonio immobiliare: Ma anche maggiore controllo del territorio stesso. Credo inoltre che sia necessaria una presa di coscienza da parte dei proprietari di beni immobili sul fatto che gli stessi devono essere costantemente manutenuti nonché adeguati alle nuove esigenze abitative e legislative. Purtroppo il nostro patrimonio immobiliare è vecchio e poco curato e soltanto da poco i proprietari di appartamenti hanno iniziato a rendersi conto che il bene immobile ha anche delle parti comuni che devono essere curate altrettanto come le parti di esclusiva proprietà”. Allo stato attuale, volendo rivolgerci ai lettori che cercano casa, consiglia l’acquisto o l’affitto? “Sicuramente sempre l’acquisto, il bene immobile per primaria abitazione deve essere tra i primi obbiettivi di una famiglia e pertanto sicuramente pensare all’acquisto. E’ chiaro che in questo momento particolare di mercato le persone che hanno difficoltà a rivolgersi all’acquisto possono senz’altro pensare a locare un’abitazione che peraltro, in questa particolare congiuntura economica, è facilmente reperibile”. Tra i diversi soggetti che possono incidere sull’andamento del mercato immobiliare vi sono senz’altro gli istituti di credito. A suo avviso hanno, ad oggi, svolto positivamente il loro ruolo? “Nell’ultimo periodo gli istituti di credito non hanno certamente favorito il mercato immobiliare. Probabilmente lo spettro della crisi dei mutui negli Stati Uniti in qualche modo ha influenzato tale politica, ma è pur vero che contrariamente ad altri Paesi gli istituti di credito italiano hanno sempre operato con attenzione e pertanto il nostro credito ha avuto delle sofferenze ma non tali da giustificare un così netto irrigidimento delle linee di credito. Tale fenomeno ha generato difficoltà ed a colpito molti potenziali acquirenti che in alcuni casi si sono visti costretti a rivolgersi, almeno per il momento, al mercato delle locazioni”. Anche le istituzioni nazionali, regionali e locali possono e debbono fare la loro parte per creare le migliori condizioni possibili a sostegno di un settore trainante dell’economia qual è quello immobiliare. Ritiene che l’abbiano fatta o che ci sia ancora molto da fare? “Sicuramente c’è una certa attenzione per il settore immobiliare. Le istituzioni nazionali e regionali prestano attenzione al settore immobiliare poiché è trainante per l’economia. Tuttavia c’è sicuramente molto da fare ed anche in sede regionale bisognerebbe prestare più attenzione al territorio con interventi di riqualificazione, controllo e recupero di molte aree che oltre a presentare caratteristiche naturali irripetibili potrebbero essere di grosso traino e visibilità per l’economia privata e pubblica”. Sulla Borsa Immobiliare di Napoli istituita presso la Camera di Commercio i pareri, seppure con qualche distinguo, sono positivamente convergenti. Qual è il suo? “E’ una iniziativa di qualificazione e controllo del territorio da parte di professionisti qualificati e professionalmente aggiornati. E’ un momento di grosso cambiamento nel quale la filiera immobiliare si confronta e scambia, ciascuno per il proprio ruolo e per le proprie conoscenze, esperienze e proposte. Questo, nel tempo, darà maggiore visibilità agli operatori accreditati ma soprattutto garantirà l’utente finale per l’acquisto, la locazione o la gestione del proprio bene immobile”. Il mestiere dell’agente immobiliare si ì trasformato nel tempo in professione a tutti gli effetti. L’intermediario è oggi soprattutto consulente a tutto campo. Dove va l’agente immobiliare? “L’agente immobiliare va verso la consulenza globale relativa al bene immobiliare e all’analisi, a 360 gradi, delle problematiche e delle peculiarità inerenti il bene immobile: Un percorso che culmina con l’intermediazione e la conseguente transazione immobiliare. Siamo e saremo sempre più per i clienti “il mio agente immobiliare” e, questo, ovviamente, vale per gli agenti immobiliari che si aggiornano professionalmente, che prestano attenzione alla propria professionalità e, soprattutto, che vivono quotidianamente il mercato della compravendita e locazione immobiliare”. Quale ruolo hanno svolto e sono chiamate a svolgere le diverse sigle associative di categoria (Fiaip, Fimaa, Fiaic, ecc.). Sono davvero il fulcro, come molti ritengono, del futuro della vostra professione? “Sicuramente le associazioni, oltre ad esser un punto di riferimento per gli operatori del settore immobiliare, svolgono una funzione di controllo per gli operatori iscritti. Io è da più di 15 anni che collaboro attivamente per l’associazione Fimaa di Napoli, alla quale sono iscritto, e nella mia funzione di Vicepresidente provinciale posso sottolineare certamente il nostro impegno per una sempre più professionalità e aggiornamento dei nostri associati”.
Roberto Aiello
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