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News ImmobiliariSe per la fine dell’anno in corso, per il Rapporto ‘European look 2010’ di Scenari immobiliari si registrerà una importante boccata d’ossigeno per il mercato immobiliare italiano, per il 2011 le previsioni sono ancor più positive. Anche se, avverte il ‘Rapporto’, per un vero e proprio boom bisognerà ancora attendere.
Nelle more, il presidente di Scenari Immobiliari Mario Breglia azzarda una cifra: il prossimo anno si potrà avere un incremento del 2,7 per cento del fatturato, con tutti i mercati in territorio positivo. Aumenteranno anche le quotazioni, con un più 1,2 per cento, ma nelle grandi città sino al 3 per cento.
Per il 2011 si aspetta dunque un ulteriore leggero miglioramento nel settore delle compravendite fino a 650/670mila, ma sempre con acquisti di medio o basso importo e guidati dalla prudenza. Secondo Scenari, le quotazioni medie torneranno in crescita, con una proiezione alla seconda metà del prossimo anno.
L’analisi dell’autorevole istituto di ricerca rileva intanto che, tra i principali Paesi europei, l’andamento migliore riguarda ancora la Germania, che dovrebbe vedere una crescita del fatturato in tutti i segmenti di mercato, con punte superiori al 7 per cento nel comparto industriale.
Non male il pronostico sull’Inghilterra che, secondo Scenari, dovrebbe registrare un aumento medio dell’1,4 per cento, segnando però ancora una diminuzione del fatturato nel settore industriale.
E se l’Italia scavalca la linea Maginot rientrando in territorio positivo, la situazione complessiva europea risulta già migliore rispetto a quella statunitense. Nell’Eusopa a 27 Paesi, infatti, il fatturato dovrebbe aumentare del 2,1 per cento contro lo 0,2 per cento degli Stati Uniti, il cui valore è ormai di poco superiore a quello europeo.
Alla base delle previsioni, viene intanto specificato nel report, c’è l’analisi degli effetti positivi che sul fatturato del mercato immobiliare ci si aspetta dal miglioramento complessivo dell’economia e dagli effetti delle misure governative, finalizzate alla riforma delle politiche fiscali e monetarie e al contenimento della disoccupazione.
m.i.
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