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News Immobiliaridi Gaetano Oliva*
Sulla stampa in questi giorni è stata pubblicata una nuova ricerca immobiliare concernente i valori commerciali raggiunti sia per la compravendita che per glia affitti nella nostra realtà. Da tempo denunciamo che nonostante il cd “crollo del mercato immobiliare” (che non potranno mai eguagliare i livelli e le situazioni raggiunte in questo settore negli Stati Uniti) alcun beneficio si è riversato sulle famiglie che vivono in affitto e quelli in cerca di un alloggio da acquistare.
Abbiamo un nostro osservatorio, molto limitato, ma possiamo affermare con drammatica certezza che le condizioni per le famiglie che vivono in affitto risultano essere peggiorate. Non tanto per un aumento dei canoni richiesti per le nuove locazioni che in alcune realtà sono diminuite del 15%-20% ma per quelli che già vivono in un alloggio in affitto e che devono pagare canoni che oggi non possono più sostenere. L’insostenibilità deriva da questa crisi che sta provocando una forte riduzione di reddito per i lavoratori dipendenti che sono stati messi in cassa integrazione o peggio sono stati licenziati. Sono migliaia nella nostra realtà che stanno vivendo questa situazione che non accenna a diminuire.
Nei primi tempi molte famiglie hanno fronteggiato questa diminuzione del reddito familiare attingendo ai risparmi ma anche questi, per molti, si sono esauriti.
Noi riteniamo che tale situazione non sia ben compresa appieno da chi ha responsabilità istituzionale a tutti i livelli. Risulta necessario ed urgente una politica di sostegno alle famiglie che possa permettere non solo di investire in consumi per riavviare la nostra economia ma per moltissimi casi è indispensabile per non perdere l’alloggio. Stiamo attraversando un periodo in cui c’è il rischio (per alcune di queste diventata realtà) che si scenda nella scala sociale faticosamente percorsa. Una famiglia che non può pagare il canone di locazione senza alcun sostegno pubblico o ricorre all’aiuto della famiglia è costretta a vivere in precarietà. Dobbiamo denunciare che non solo non si provvede a creare una misura economica di sostegno a queste famiglie sempre più numerose ma anche istituti esistenti come ad esempio i contributi all’affitto (previsti dalla legge 431/98) vengono ridotti, nello stanziamento statale e, nel contempo, la Regione Campania blocca l’erogazione delle risorse relative alle annualità precedenti. Siamo veramente all’assurdo! Da un lato il Governo Nazionale riduce le risorse per il fondo all’affitto e dall’altro, per i bandi espletati, le risorse già in possesso della Regione Campania non vengono erogate a favore degli inquilini aventi diritto perché la Regione ha bloccato il trasferimento ai Comuni.
Noi riteniamo, in special modo in questa Regione che ha il più alto numero di famiglie che vivono in un alloggio in affitto, che sia necessario un immediata politica di sostegno prevedendo lo sblocco immediato delle risorse già attribuite, lo stanziamento di risorse aggiuntive a quelle che verranno trasferite dallo Stato e nel contempo l’avvio di una vera politica abitativa per le fasce più deboli partendo da un sostegno economico straordinario per le famiglie in difficoltà e la previsione, anche utilizzando i fondi europei e i proventi delle dismissioni immobiliari degli alloggi pubblici, per costruire alloggi popolari da destinare alle famiglie in difficoltà presenti nella nostra regione e non quello che si prevede con gli ultimi provvedimenti regionali adottati che tenderanno a dare il via libera alla costruzione di alloggi ma che serviranno essenzialmente a coloro che potranno pagare canoni o costi di acquisito che oggi si possono permettere in pochi. Noi riteniamo ciò profondamente errato e combatteremo, come siamo abituati per correggere tale assurdo indirizzo politico.
*Coordinatore regionale Cgil Casa
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