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  • Controversie: al via la procedura civile obbligatoria

    Ridurre il flusso di cause nel sistema giudiziario e offrire al cittadino uno strumento più semplice e veloce. E’ l’obiettivo posto dal nuovo istituto giuridico della mediazione civile obbligatoria, in vigore dal 21 marzo scorso che, con l’intento di “ammorbidire” il flusso di ricorsi in tribunale e ridurre progressivamente l’arretrato che grava sul sistema giudiziario, si traduce nell’intervento di un professionista, il mediatore, appunto, che avrà il compito di far giungere ad un ragionevole accordo due parti in contrasto.
    L’innovativa figura, avrà insomma il compito di promuovere l’incontro fra le parti e favorirne il dialogo, facendo emergere i reali interessi di ognuno, allo scopo di far nascere una intesa volontaria. Naturalmente le eventuali decisioni non saranno mai imposte dal mediatore, ma dovranno scaturire tra i diretti interessati e soddisfare le rispettive esigenze.
    Il percorso di mediazione avrà una durata di quattro mesi terminati i quali il processo può iniziare o proseguire, è protetto da norme che garantiscono alle parti la piena riservatezza delle dichiarazioni e delle informazioni emerse, che non potranno essere utilizzate in sede processuale, salvo esplicito consenso delle parti. Inoltre, il mediatore la cui nomina avviene non oltre quindici giorni dal deposito della domanda presso l’organismo di mediazione, è tenuto al segreto professionale.
    Non è tutto. Tra le importanti novità introdotte dalla nuova riforma, la particolarità che tale attività non necessita di formalismi, è essenziale e snella e non è obbligatoria la presenza di avvocati.
    Ma vediamo più nel dettaglio quali sono i campi per i quali è necessario l’intervento del mediatore. Le materie per le quali il tentativo di conciliazione è obbligatorio sono diverse: dai diritti reali alle successioni ereditarie ai patti di famiglia. Come pure questioni legate a locazioni o accordi di comodato, risarcimento danni da colpa medica o riguardanti la diffamazione a mezzo stampa. E ancora contratti assicurativi, bancari e finanziari.
    Sono anche previste agevolazioni fiscali per chi farà ricorso alla mediazione: tutti gli atti relativi al procedimento saranno esenti da imposta di bollo, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, in particolare, il verbale di conciliazione per il quale non è prevista l’imposta di registro sino all’importo di 50.000 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.
    Dovremo aspettare ancora un po’, invece, per al obbligatorietà della mediazione anche per le liti condominiali e risarcimenti dei danni provocati da incidenti stradali prevista per il prossimo anno.
    Le indennità dovute dalle parti all’organismo di conciliazione sono stabilite da una precisa disciplina in base al valore della lite e al costo della procedura.



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