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  • Uso non abitativo e obbligo per l’inquilino di eseguire opere di miglioramento

    Importante principio stabilito dalla Cassazione. “In tema di locazione ad uso non abitativo, non altera di per sè l’equilibrio contrattuale, in modo da configurare una elusione dell’art. 79 della legge 27 luglio 1978 n. 392 (ha detto la Suprema Corte nella sua sentenza n. 13245/’10, inedita) la previsione pattizia che pone a carico del conduttore, quali obbligazioni entrambi principali ed avvinte da nesso sinallagmatico, il pagamento del canone e l’esecuzione di talune opere di miglioramento e di addizione dell’immobile locato, là dove l’obbligazione di pagamento, nel rispetto dell’art. 32 della citata legge, sia determinata tenuto conto dell’altra prestazione, giacchè, da un lato, ai sensi della medesima legge n. 392, la determinazione del canone è libera e, dall’altro, le disposizioni di cui agli artt. 1592 e 1593 cod. civ., in quanto non imperative, sono derogabili dalle pattuizioni contrattuali, non costituendo, altresì, l’art. 1587 cod. civ. un ostacolo all’autonomia contrattuale nell’inserimento di altre obbligazioni di natura «principale» nell’unico contratto di locazione”. Nella specie, la Suprema Corte ha confermato la sentenza di merito che aveva dichiarato risolto un contratto di locazione di un immobile, da adibire a camping, per inadempimento del conduttore all’obbligo di realizzare determinate opere di miglioramento dello stesso immobile, reputando siffatta obbligazione di carattere principale, unitamente a quella di pagamento del canone di locazione.
    a cura di Ape Confedilizia Napoli



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