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  • Matarazzo (Gestimm): “Crisi o non crisi, l’investimento migliore resta quello immobiliare”

    Classe ‘54, due figli, Claudio Matarazzo, è di quelli che, dopo quasi trent’anni di onorata professione, il mercato immobiliare lo conoscono in lungo e in largo. Laureato in giurisprudenza nel ’77, superato successivamente l’esame di Stato, nel 1980 Matarazzo è già al lavoro in una delle più importanti Spa immobiliari italiane, la Confai. Un’esperienza professionale significativa che ha saputo trasferire e rilanciare in quella che sarà poi, già dal 1985 la sua azienda immobiliare, la Gestimm, di cui è Amministratore Unico. Esperienza e professionalità, infine, che gli è valsa la carica di Consigliere Nazionale e regionale della Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), con delega alla Cultura e alla Formazione.
    Gli chiediamo: l’economia ed in particolare, il mercato immobiliare in Italia e all’Estero mostrerebbe significativi segnali di ripresa. Si iscrive al partito degli ottimisti?
    “Appartengo al partito degli ottimisti da quando sono nato. E’ una aspetto del mio carattere che si trasferisce, peraltro, tanto nella mia vita privata quanto nel mio modus agendi professionale. Un ottimismo che prescinde dalla preoccupazione per l’andamento dell’economia mondiale e nazionale. Entrando nel merito della sua domanda, penso che il mercato immobiliare in Campania sia ancora in difficoltà, così come in altre regioni italiane. Francamente non vedo evidenti segnali di ripresa se non impercettibili mutamenti a ribasso dei prezzi delle abitazioni. Una mutazione fisiologica che ha origine da tempi di attesa ancora lunghi che intercorrono tra l’inserimento sul mercato di una abitazione in vendita e la reale conclusione della transazione. Quindi il proprietario riduce il prezzo per concludere l’affare”.
    A suo avviso, cosa c’è dietro l’angolo per il mercato napoletano?
    “La ripresa del comparto immobiliare ci sarà. Dal mio punto di osservazione ritengo che i primi segnali tangibili ci saranno e saranno evidenti nella seconda metà del 2010. Sono fiducioso che il rapporto tra domanda ed offerta migliorerà soprattutto nelle zone centrali e nei quartieri più prestigiosi. Vede, l’andamento attuale del rapporto tra domanda e offerta immobiliare mostra un fattore da non sottovalutare: l’aumento della richiesta di appartamenti in zone periferiche a sfavore di quella per le zone centrali. Questo fenomeno è generato non solo da un desiderio di miglioramento dello stile di vita, ma anche dall’impressionante aumento dei prezzi che subiscono un ulteriore balzo nelle zone centrali e di maggiore espansione commerciale. Detto questo, aggiungerei che nonostante tutto, quello immobiliare resta ancora un investimento conveniente rispetto ad altri. Non bisogna mai dimenticare, quando si parla di mattone, la regola major del mercato immobiliare: il suo andamento è una linea sinusoidale composta da picchi massimi e minimi ricorrenti, quindi quello che può sembrare un investimento sfortunato attuale potrebbe diventare una rendita florida in un prossimo futuro. Insomma, come sempre l’investimento più sicuro rimane quello immobiliare”.
    Se dovesse dare una ricetta per il rilancio del settore, quali ingredienti suggerirebbe?
    “Dopo anni di impennata dei prezzi, che hanno visto i costi al metro quadro delle case raggiungere cifre stratosferiche, il 2009 è stato ancora un anno di frenata, di rallentamento di una ascesa prima senza controllo e più che altro ingiustificata. Complice di questa rimodulazione è sicuramente il rincaro dei mutui: la scarsa disponibilità da parte delle banche a erogare prestiti ad interesse sia fisso che variabile ha reso ulteriormente difficile l’acquisto della casa in assenza di ingenti fondi economici. Di conseguenza, la diminuzione della domanda immobiliare non ha prodotto una flessione dei prezzi degli immobili, specie ad uso abitativo. E’ indubbio che l’unica ricetta sicura per uscire dalla crisi sta anche nel cambiamento del comportamento delle banche. Una maggiore flessibilità nell’erogazione di finanziamenti mirati all’acquisto e alla ristrutturazione di un immobile rappresenterebbe un concreto fattore di rilancio dell’intero comparto mattone.
    Le istituzioni, nazionali e locali che pure dovrebbero assumere un ruolo di rilievo nel favorire il buon andamento dell’economia e, pertanto, anche del settore immobiliare, fanno abbastanza?
    “No. Il comparto casa in Italia rappresenta oltre il 17 % del Pil nazionale ed è per questo comprensibile che le attenzioni dell’economia del Paese dovrebbero concentrarsi su questo settore i cui segnali riescono ad anticipare e a confermare l’umore degli investitori. Segnali che, per il momento, appaiono ancora deboli. Ritengo che sono necessari da parte dell’esecutivo interventi immediati per gli operatori immobiliari. Interventi volti a rianimare il mercato, soprattutto in Campania. E’ evidente che sono necessarie azioni concrete anche da parte delle amministrazioni locali, soprattutto regionali”.
    Presso la Camera di Commercio di Napoli è insediata non da molto la Bin, la Borsa Immobiliare di Napoli, con compiti di promozione e monitoraggio dell’intermediazione immobiliare. Che giudizio s’è fatto di questo organismo?
    “Più che positivo. Si tratta di un cambiamento epocale del modo di fare intermediazione e consulenza immobiliare. Con la creazione della Borsa immobiliare si è dato un valore aggiunto al settore, dotandolo di società-ente certificatore e di garanzia che sta diventando come le altre Borse immobiliari un vero e proprio punto di riferimento per operatori, enti, istituzioni e consumatori. Si tratta in sintesi di una iniziativa che tende a garantire la qualificazione degli operatori e la tutela degli utenti”.
    Parliamo di banche. Secondo lei in che modo hanno inciso e dovrebbero incidere sull’andamento del mercato immobiliare?
    “Come le ho già detto, le banche giocano un ruolo importante e prioritario per la ripresa del mercato immobiliare. Tutti, ormai, conosciamo com’è andata la vicenda crisi negli Stati Uniti: sono stati erogati mutui per un valore che andava ben oltre quello degli immobili, per non parlare della capacità di indebitamento dell’acquirente e della sua solvibilità. In Italia le cose sono andate diversamente, eppure le banche italiane hanno chiuso le porte al credito, soprattutto alle famiglie e specialmente in Campania. Da qui è derivata la diminuzione del numero delle compravendite e l’aumento delle richieste di appartamenti in locazione e la conseguente lievitazione dei canoni richiesti”.
    Gli agenti immobiliari, sono diventati nel tempo anche e soprattutto consulenti professionali…
    “E’ indubbio. La figura dell’agente immobiliare in questi ultimi anni è radicalmente cambiata, trasformata. L’intermediario in senso stretto non esiste più. Questa figura professionale è stata sostituita con quella del consulente immobiliare globale. Un vero e proprio esperto del settore edilizio, un vero e proprio consulente fiscale, tributario, legale e soprattutto un analista del mercato, pronto ad offrire il consiglio giusto, indispensabile per non sbagliare investimento o renderlo meno produttivo”.
    Le organizzazioni di categoria (es.: Fiaip, Fimaa, Fiaic, ecc.) sono nate per supportare gli agenti immobiliari ma anche e soprattutto per garantire chi compre o vende casa. Trova soddisfacente il oro impegno per un rilancio qualitativo del settore?
    “Le posso parlare della Fiaip alla quale sono iscritto e di cui sono consigliere nazionale. E posso dirle che sono entusiasta del lavoro svolto dall’associazione in questi anni. Un’attività, intanto, senza la quale molti progressi evolutivi della professione non ci sarebbero stati. Inoltre è fuori dubbio che l’associazionismo ha costituto un filtro indispensabile per eliminare dal mercato faccendieri, mestieranti improvvisati e speculatori di ogni tipo. Personaggi che per decenni hanno speculato sula povera gente, rovinando intere famiglie solo ed esclusivamente per il proprio tornaconto”.
    Il Piano Casa anche in Campania stenta a decollare. Ma, si domanda il cittadino, sarà davvero utile a riqualificare il patrimonio oltre che a dare nuove opportunità a chi cerca casa?
    “Bella domanda. Di un Piano Casa la nostra città ne ha bisogno, ma è ovvio che si deve elaborare un progetto serio e che realmente crei per il cittadino una reale opportunità di trovare casa. Tanto per cominciare, ritengo indispensabile la presenza attiva degli agenti immobiliari al tavolo di elaborazione del Piano. L’esperienza che abbiamo maturato in decenni di attività immobiliare ci consente di comprendere meglio di qualsiasi altro come elaborare o modificare un piano regolatore. Parlare di riqualificazione del patrimonio immobiliare di Napoli senza considerare le infrastrutture e che ci girano intorno è assurdo. Viabilità, rete fognaria, parcheggi, aree verdi protette. Ecco, io partirei da qui prima di spendere soldi pubblici per rifare la facciata ad un fabbricato del Centro che rimane poi incastrato nel caos urbanistico con il quale siamo costretti a convivere ogni giorno”.
    Roberto Aiello



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